IO TI
racconto

Per ogni ieri c’è un domani

Le vite dei comuni mortali sembrano tutte uguali? 

Non credere: è la diversa punteggiatura che, cambiando ogni volta, le caratterizza.
S’avverte così quel loro singolare profumo che vale la pena diffondere. 

IO TI
racconto

Io ti racconto è un progetto che prende vita attraverso colloqui in profondità con il committente per capirne l’intenzione. Da qui scaturisce un’ipotesi rispetto alla struttura del racconto che, i successivi incontri con le persone scelte dal committente permetteranno di confermare o di rivedere.

Perché raccontarsi

Le emozioni provate durante la vita l’hanno resa indimenticabile a noi e a chi ci è stato o ci è ancora vicino.

Ogni nostra cognizione principia dai sentimenti

Immergiamoci nelle emozioni. 

Forse dopo sarà più facile comprendere il perché delle cose. Se ci appassioniamo a ciò che ci circonda la realtà diventa più vivida e tutto allora acquista un senso. Scopriamo così che tutto il bello del mondo non è fuori di noi, bensì ci alberga dentro.

Chi raccontare?

La vita è il racconto che se ne fa

Sinceramente penso che ciascuna persona meriti  d’essere raccontata: chi non conserva nel cuore il ricordo di un momento importante della propria vita?

Storie di vita personale

Storie di vita professionale

Con cosa raccontare

Una storia è come una conchiglia: la appoggiate all'orecchio, ed essa vi racconta l'oceano

La forma scritta è uno dei vettori possibili per far viaggiare i nostri ricordi che possono essere diffusi con differenti estensioni. Altri modi sono le immagini statiche o in movimento che, assieme alle parole, raccontano.

L’output previsto è quindi un documento scritto. Le dimensioni variano da quelle di un articolo a quelle di un libro.

La restituzione potrà anche essere veicolata non solo in forma scritta ma anche video sulla base della preferenza del cliente.

Come raccontare

Le tartarughe potrebbero raccontare, delle strade, più di quanto non potrebbero le lepri

“Io ti racconto” si basa su un contatto diretto e personale con il protagonista, da cui parte un viaggio narrativo che esplora le esperienze di vita attraverso interviste approfondite con familiari e amici. Queste conversazioni svelano dettagli e ricordi significativi, che vengono poi trasformati in una narrazione ricca di emozioni. Ogni racconto è curato con attenzione per catturare l’essenza della vita vissuta, creando un’opera unica che celebra e valorizza la storia del protagonista.

GIANFRANCO PARENTI

IL NARRATORE DELLE TUE EMOZIONI

Fiorentino di nascita,  facilitatore e formatore in quanto aiuta  i partecipanti ai suoi incontri a sperimentare tecniche aggiuntive a quelle da loro già possedute. 

Come coach favorisce l’assunzione di nuovi e diversi punti di vista e come narratore vuole far emozionare chi legge le storie di altri scoprendo similitudini e contrasti.

Dicono di me

Lella Fonticoli
Penso che la cosa che mi ha più colpito sia stato il fatto che qualcuno potesse essere interessato a quello che stavo facendo in quel momento. Sulle prime quindi un po' restia a rispondere, ma ad un certo punto tu mi hai messo talmente a mio agio che le parole hanno iniziato a fluire con serenità e sincerità senza pensare al fatto che mi stavano riprendendo. Quando poi ho letto i tuoi testi ho sentito che avevi trasformato il mio discorso in una vera e propria rappresentazione della mia personalità.... che hai colto in pieno.
Walter Accialini
È sempre una bella sensazione quando, ad uno come me, che da 34 anni pratica il volontariato, viene data l’occasione di parlare di quello che fa e dello spirito che lo muove a sacrificare tanto tempo ed energie! Poter condividere con un pubblico più vasto questa attività, spesso umile e nascosta, ripaga, almeno in parte, di tutto. Durante l’intervista (e non è la prima che mi veniva fatta), speravo di poter emozionare qualcuno tra coloro che poi l'avrebbero letta; magari al punto da spingerlo ad interessarsi più a fondo del Gruppo Archeologico Ambrosiano e a sentire lo stimolo a voler contribuire iscrivendosi e mettersi in gioco in prima persona!

Mi sono sentito orgoglioso di aver contribuito, ancora una volta, a sensibilizzare il lettore verso la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio di Beni Culturali, così poco tutelati e pochissimo finanziati dai vari governi succedutisi negli anni. Spesso, chi pensa all’archeologia richiama alla mente  immagini un po’ allegoriche, quasi eroiche, pensa alle pellicole che hanno immortalato schiere di archeologi/avventurieri, mentre nella realtà le cose sono ben diverse, più semplici, meno epiche ma molto, molto emozionanti e coinvolgenti. In sostanza, mi sono sentito un piccolo portavoce di questo strano e misterioso mondo dei nostri antenati che ci può insegnare tantissimo se si ha la sensibilità di cogliere i messaggi e le energie che un reperto o una tomba possono inviarci!
Letterio Gerli
Durante l'intervista mi sono sentito molto a mio agio e ho pensato che avevi intuito le particolarità del mio carattere, quindi anche l'importanza che ha comportato nella mia vita la passione per l'arte, tanto da farne una delle mie ragioni di vita.  Hai saputo condurre il colloquio con garbo e intelligenza e anche la parte fotografica ha rispecchiato le mie caratteristiche. Dopo aver letto l'articolo, ho visto in quelle frasi l'apprezzamento per le mie attività, nonchè il fatto di aver individuato tratti salienti della mia personalità. Inoltre hai evidenziato molto bene diversi lati della mia personalità. Chi ha letto l'articolo e visto le fotografie, ha avuto la mia stessa impressione e molti mi hanno fatto i complimenti.
Umberto di Donato
Durante l'intervista pensai che risultasse una descrizione semplice della mia esperienza lavorativa, e in particolare la ripetizione dei motivi di vita che mi avevano spinto a creare un museo, collezionando gli strumenti di lavoro che avevo usato, durante la mia collaborazione trentennale da impiegato presso la Banca Commerciale Italiana.

Leggendo poi il suo eccezionale articolo ho ammirato l'inventiva di uno scrittore, il quale era riuscito a dare un magico valore alla mia invenzione e anche alla mia modesta esistenza.. La ricostruzione della mia vita era stata descritta come una fiaba, un sogno, attribuito ad un personaggio fantastico mai esistito, ma ricco di fascino. La vivace fantasia dello scrittore era riuscita a trasformare la banca in una barca sospinta felicemente sulle onde del mare, le mie varie residenze di lavoro in luoghi meravigliosi di vita gioiosa e le macchine esposte in attrezzi paragonati a strani animaletti che scrivevano emettendo suoni celestiali. Tutto presentato como un mondo fantastico, diretto e allestito da "un arzillo folletto che saltella" tra una macchina e l'altra, per scrivere ancora con i caratteri metallici inventati a Magonza da j. Fon Gutemberg, mentre gli altri tapini usano strumenti elettronici, senza tic-tac e senza sottofondo musicale.
Roberto Montina
Ho conosciuto Gianfranco , durante il periodo del Covid. Si è offerto di intervistarmi , dal momento che stavamo vivendo un periodo difficile potendo contare solo del servizio di asporto. Ci siamo incontrati al mio ristorante e, Gianfranco in maniera molto professionale , ha iniziato a farmi domande su come avevo iniziato la mia carriera per diventare cuoco. Mentre Gianfranco mi intervistava, era come se fossimo due amici che non si vedevano da parecchio tempo, e , piacevolmente gli raccontavo tutti gli aneddoti successi durante quegli anni , fino all’apertura della trattoria. Gianfranco mi ha poi inviato l’intervista pubblicata , e sono rimasto contento, emozionato e felicemente soddisfatto nel modo in cui Gianfranco ha descritto tutto il mio percorso. Non dimenticherò mai la professionalità  di questo super signore della penna d’oro, e detto tra di noi , mi rifarei intervistare di nuovo. Grazie Gianfranco.
Roberto ed Emanuela Breviglieri
Il solo fatto di ricevere attenzione da una persona come te ci ha, innanzitutto, reso molto orgogliosi: sicuramente la differenza l’ha fatta il modo in cui ti sei posto, quello che ci hai raccontato delle tue esperienze professionali e la delicatezza e la pazienza con cui hai ascoltato le nostre risposte. Sintonizzarsi con il livello comunicativo di chi ti trovi di fronte non è facile, è come scendere dalle rapide, devi saper padroneggiare kayak e pagaia, altrimenti vai a sbattere sulle rocce che affiorano e tu hai navigato benissimo.

Dal punto di vista cognitivo abbiamo cercato di dire le cose essenziali, condite con una buona aneddotica, senza lasciarci trasportare dai ricordi, guardando al futuro perché se c’è una cosa che abbiamo imparato, nel nostro lavoro di educatori, è che tutto cambia, impercettibilmente ma costantemente e quindi nei racconti che fai ci devi mettere sempre un po' di futuro, anche a costo di non azzeccare la previsione, perché questo stimola la curiosità, l’attenzione.

Quando, invece, abbiamo riletto, ci siamo ritrovati nella narrazione, Roberta dice che “si è vista da fuori”, io, per alcuni passaggi ho provato una sorta di imbarazzo, di timidezza, come se quelle cose non le avessi dette io, comunque una sensazione sicuramente positiva.
Francesca Tassinari
Essere intervistata è una strana emozione: ti senti privilegiata. Ho rivissuto la mia gioventù il mio primo lavoro ed è stata una grande emozione.

Capisco gli scrittori che scrivono le proprie autobiografie: mettere al corrente il pubblico di parte della propria vita fa una certa impressione.

È un bel ricordo per me. Lo darò a mia figlia perché si ricordi della mamma.
Coco
Credo che l’impressione che ho sentito durante il nostro incontro fu, di una attenzione e di un interesse molto forte di parte tua. Ho sentito che tu volevi conoscermi, che volevi sapere veramente chi ero e come era stata la mia vita. Perciò ho sentito una bellissima sensazione di sentirmi ascoltato con attenzione e interesse.  

Quello che ho sentito dopo, quando ho letto quello che tu avevi scritto, fu di grande emozione. Molto di più di quello che avevo immaginato. Il fatto che tu ti informasti, hai cercato le foto, le informazioni sull’Uruguay e su molte cose che ti avevo detto, mi hanno fatto grande piacere, e ho confermato la sensazione che avevo avuto quando ti ho conosciuto, e cioè che tu eri una bellissima persona, attenta e profonda.  

Con affetto  

Coco

Domande frequenti

Non trovi la risposta alle tue domande?

Il testo del volume sarà sicuramente pronto entro un mese dall’ultima intervista. La composizione del testo in volume non dipende dallo scrivente ma da una molteplicità di scelte del Committente e dei suoi accordi con lo stampatore. Ad esempio: la copertina. Possono essere davvero tante. E poi, il formato: 30 x 30, o 30 x 40, oppure ancora 13 x 20. Quali e quante foto in possesso del Committente da inserire nel testo, prove di stampa da parte del fornitore, scelta dell’impaginazione.  Tutti questi aspetti la cui quantificazione dipende dagli specifici accordi definibili di volta in volta, incidono sulla data di consegna.

Sempre e comunque il Committente

L’investimento per “Io ti racconto” parte da un minimo di 2000 euro per intervistare fino a 12 persone; la stesura copre 100 pagine ( venti righe a cartella, spaziatura doppia; margini 1 – 15). Si arriva a 4000 euro per intervistare fino a 24 persone, coprendo 200 pagine.

Per le Aziende si parte da 3000 euro poiché il processo di intervista con il Committente è più lungo proprio per definirne con chiarezza le aspettative. Si ipotizzano più colloqui per identificare il focus del racconto e determinare le risorse da intervistare come ad esempio: personale interno, clienti nuovi, clienti consolidati, clienti potenziali e infine cerchia amicale del titolare dell’Impresa. I costi per la stesura prevedono 100 cartelle da venti righe ciascuna, spaziatura doppia, margini 1 – 15. 

Fino a 10 persone dipendenti dell’imprese e 10 clienti, l’investimento complessivo richiesto è – come precedentemente detto – pari a 3000 euro. Al crescere del numero dei dipendenti, clienti, cartelle coinvolte nell’intervista e delle pagine cambierà anche l’importo complessivo.

I costi di stampa e di rilegatura e foto o video inediti sono a carico del cliente e non sono inclusi nell’investimento discusso poco sopra.

Rimangono in capo al Committente impegnato, dopo che ha approvato il testo a sceglierne copertina, formati, impaginazione ecc… Il sottoscritto è disponibile ad affiancare il committente in ogni fase della scelta senza costi aggiuntivi