Ti racconto di Lino di Turi: il favoliere delle Puglie

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La storia che vi racconto oggi è quella di Lino di Turi. Questo signore è tante cose insieme: attore, regista, sceneggiatore, poeta, scrittore, animatore culturale. Incontrarlo è stato come ricevere una scossa emotiva, una di quelle che ti risvegliano il cuore. Scopriamo insieme chi è Lino e quale storia straordinaria porta con sé.

Chi è Lino di Turi?

Nel 1985 Lino fonda lo Studio A.LA., un piccolo studio di registrazione “fai da te”, con un mixer, una stanza insonorizzata e poco altro. Il suo sogno? Raccontare favole e tramandare le tradizioni popolari pugliesi. Il suo desiderio più grande? Essere riconosciuto come “Il favoliere delle Puglie“.

Il favoliere delle Puglie

Dopo anni di ricerche, la sua raccolta di fiabe e racconti popolari si trasforma in un autentico “Tavoliere delle Puglie“. Le sue favole, allegoriche ed educative, sono ispirate a insegnamenti pratici e narrate in quello che Lino definisce “linguaggio post-rurale“, una miscela di dialetti locali e neologismi.

“Ti raccomando a quello”: una storia da ridere e piangere

La prima favola che mi racconta è “Ti raccomando a quello”. La protagonista è una povera donna che perde marito e figlio nella stessa notte. Senza soldi per due bare, il falegname propone una “soluzione compatta”: il figlio viene sistemato tra le gambe del padre. Durante il funerale, la donna, in lacrime, raccomanda “quello che sta lì tra le gambe”, provocando dapprima sconcerto, poi una risata incontenibile tra i presenti.

Come mi dice Lino: “Non c’è morto che non si ride e non c’è zita che non si piange“. Una storia che racchiude tutta la forza tragicomica delle narrazioni popolari.

Vallisa: Teatrino in Musica 

Tra i progetti speciali di Lino c’è “Teatrino in Musica“, realizzato insieme a Lino Angiuli e Raffaele Nigro. Un’opera fatta di storie da leggere, spartiti musicali, figure da colorare, pensata per stimolare la fantasia dei ragazzi.

Il nome del progetto è Vallisa, ispirato all’antica chiesa di Bari Vecchia, oggi centro culturale. Con il maestro Antonio Parisi, Lino ha cercato di reinventare segni, parole, suoni, in chiave teatrale.

Caos e Cosmos: educare alla cura del mondo

Poi mi racconta di “Caos e Cosmos“: una sorta di laboratorio narrativo per i bambini delle scuole elementari. Attraverso storie, poesie e magie, Lino insegna che un mondo brutto e inquinato può rinascere bello, pulito e giusto. 

Il messaggio è semplice e potente: rispettare la “misura”, eliminare ogni spreco, prendersi cura della natura come un qualcosa che si può usare, ma che abbiamo il dovere di proteggere.

Da dove nasce la passione per il teatro?

Lino mi riporta indietro nel tempo, a quando era piccolo, a quei giorni di scuola. Un suo maestro, che era anche teatrante, scrittore e sceneggiatore, decide di farlo recitare in uno spettacolo parrocchiale. Da quel momento, la sua vita è cambiata per sempre.

Ha calcato il palco del Piccolo di Bari, ha fondato il gruppo teatrale Campi Elisi, ha recitato in un film con Michele Placido, ha realizzato video per la RAI Regionale e ha insegnato dizione e recitazione.

Mi dice che non ha potuto accettare il posto all’Accademia d’arte drammatica di Roma, ma non l’ha mai vissuta come una perdita, anzi. Lino ha intrapreso un percorso diverso: ha fatto ricerche casa per casa, ha raccolto tradizioni e ha dato vita a emozioni, pensieri e storie. 

Le sue favole non sono fatte solo per essere lette, ma per essere ascoltate ad alta voce, lasciandosi rapire dai suoni prima ancora che dalle immagini.

“O che bello”

Questo signore mi ha lasciato in dono libri, album, audiocassette, dischi, ma soprattutto una gioia autentica

Sul suo citofono, il cognome è sostituito da un’espressione: “O che bello“. Una frase che racchiude tutto il suo mondo.

Hai una storia da raccontare?

Se anche tu hai una storia da condividere, contattami. Sarà un onore dar vita ai tuoi ricordi, d’altronde per ogni ieri c’è un domani.

Foto di Marzia Rizzo, che ringrazio per lo scatto.

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